mercoledì 26 ottobre 2016

Corridoi umanitari


Cantano lacrime di gioia
gli occhi delle famiglie
stringendosi negli abbracci
dei corridoi umanitari.
C’è un verso nuovo, un percorso
di pace che porta la speranza
su questa nostra terra promessa
rotte sicure per un nuovo approdo
Un programma alternativo alla fuga
una migrazione assistita
che apre opportunità lontane dalle bombe
ancora una volta le risposte
arrivano dai volontari, in questa
società fatta di consumo
di sprechi ed egoismo
che costruisce muri e barricate
mentre altri sanno porgere le mani
e condividere il tempo e il cuore
nella semplicità dei sorrisi 

venerdì 7 ottobre 2016

La stanza del cuore


Dopo tanto tempo
ho ri-acceso la luce
nella stanza del mio cuore
ho trovato un fanciullo
accovacciato in un angolo
non piangeva più
ma aveva gli occhi rossi
ci guardammo un attimo
l’intesa balenò 
nell’accenno d’un sorriso
e lo Spirito mi pervase
con un canto gioioso

domenica 2 ottobre 2016

La guerra negli occhi


quegli occhi ci parlano…
seduti sulle macerie dell’umanità
mentre altri corrono dalla polvere
si nascondono tra i ruderi delle case
cadono sulle strade delle bombe
e sentono i dolori della vita.
Non sanno cosa sia l’infanzia
e il gioco è un risiko barbarico
il teatro di una guerra d’altri
che lascia scheletri di cemento
e visi sporchi di sangue
morsi dalla fame e in fuga dalla morte
hanno la guerra negli occhi
sono occhi bambini che interrogano
chiedendoci il perché di tutto ciò?

giovedì 29 settembre 2016

Tre e trentasei


Venne la pioggia a lavare le pietre
a portare disagio e nuovo dolore
i giorni passano e tremano le ossa
lo sconforto ha lasciato il vuoto al commiato.
Non c’è tempo per la paura
ma lacrime per scavare volti e macerie
Un cronista chiede cosa si è sentito
alle tre e trentasei: -l’urlo della Terra
ci svegliava con voce tellurica
e un ammasso di pietre ritornava alla natura.-
Dio perdonaci se la nostra mano ha violato
la terra che ci hai donato in prestito,
seppelliscici con frammenti
di croce e calcinacci ma lasciaci
uno spiraglio affinchè
possiamo ancora essere salvati.
C’è un prima e un dopo scolpito nel tempo,
un passato che si sgretola
nella sabbia del presente
e parla fisso dai ruderi al futuro.
Si spengono le luci e arriva l’autunno
nelle tende c’è l’attesa desolante
la ferita sanguina nell’impotenza
si progetta lenta la ricostruzione

ecco una scuola per ricominciare

giovedì 22 settembre 2016

Assolo di poesia

per D.R. in occasione
del suo compleanno
I veli dell’alba
hanno i colori delle emozioni
fiocchi di nuvole mutevoli al vento
come gabbiani del sentimento

Nei canti dell’amore
si ascolta l’eco del cuore
e nei sussurri dell’anima
si compongono i versi che il sonno
ha lasciato tra le dita.

Basta un istante…
l’assolo di poesia si espande dagli occhi
all’odore della carta
che assorbe la verità del vivere
quando il poeta attraversa l’infinito

domenica 11 settembre 2016

Dairago paese dei murales



Non importa da dove vieni
tutto comincia da un cartello
Benvenuti a Daiåghu le paézi dei Murales
Le strade entrano nell’abitato,
tra i muri colorati si animano
le immagini che raccontano un tempo
con giochi, mestieri, canti e allegria,
quando la vita era fertile
di condivisione e semplicità.

I muri del Camaóón nascondono vecchi riti,
gesta dei cavalieri Casati e del Cardinale.
Nei cortili si stendeva l’ombra dei gelsi
dove i nonni raccontavano mille zεmpie
con le mani negli occhi dei bimbi curiosi.
Tutto intorno un paesaggio rurale
con filari di vigne a pizzicare ancora il cuore.
Lì dove i Muroni nutrivano preziosi
bigatti, ora ci sono case e cemento,
nuovi sguardi, nuove voci riempiono le vie
nuovi tessuti intrecciano le maglie del tempo
nuove lingue colorano il futuro
e il paese cresce velocemente.

Nel profilo si erge la Torre Lampugnani
ad accogliere i colori dell’alba
ascoltando il canto del campanile
mentre all’orizzonte domina il Monte Rosa
dalla luce del mattino fino al braciere del tramonto.
S’incamminano le generazioni
sulle strade dei Burgari passando
per la piåza püsé,
crocevia del Palio e di antichi mercati.
La banda con orgoglio cittadino
accompagna i giuramenti nel dì di festa.
Nel vento si gonfiano le bandiere delle contrade
quattro come i punti cardinali,
quattro come le stagioni,
quattro come i segni della croce.

Scivolano le tuse nella via crocifisso
correndo mano nella mano a formare
un girotondo all’albero della Kruzeta
per la preghiera rivolta al cielo
ancora bianco come un fiocco di nuvola
ancora blu, come petali dei fiordalisi.
E poi inseguirsi a nascondino nel parco delle roggie
luogo incantevole ad ogni stagione
il brusio svanisce nei piacevoli canti della natura
sémpar ricca di colori e di profumi
Il cuculo arriva ad ogni primavera,
ad annunciare nell’aria la bella stagione
e sa senti tut le bel parfum da giunghiglia

Ci parla la terra e risponde il busku
nella tradizione s’alimenta la memoria
e ricomincia il ciclo della vita
Benvenuti a Daiåghu le paézi dei Murales

giovedì 18 agosto 2016

Torre Marrana


Sull’avamposto petreo
si erge la Torre Marrana
tra gli ulivi d’argento e la brughiera
dove i giunchi agitano le spighe
le ginestre evocano la primavera
e la fiumara scroscia nel fondo valle
Punto d’avvistamento
che tiene in prigione il vento
tra strati di pietre e di storie
Alta domina l’orizzonte
nei riflessi del sole
sull’azzurro panno di seta
il mare si sposa con il cielo
e Stromboli eterno testimone
soffia vento e nuvole.
Allora, si scorgevano lontani velieri
avvistamenti minacciosi di saraceni
s’allertavano con fuochi e tamburelli
ad avvisare le genti e le torri vicine
ora una pianta di cappero
verdeggia il muro
nell’abbraccio parabolico delle rondini