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mercoledì 6 maggio 2015

Le cascate di nivee robinie


Sulla strada cade lenta una pioggia
i petali s’adagiano lievi
lo  senti il mese di maggio nei profumi
e nei colori che t’accolgono
in prossimità del bosco
Mi accompagna un docile vento
che gioca su un verde mare
di giovani spighe d’orzo,
ed è bello sentire sui passi nudi
le carezze dell’erba bagnata.
Generose d’abbondanza le cascate di nivee
robinie effondono nell’aria
avvolgenti  fragranze
odorose mescolanze
agli aromatici corimbi di sambuco
non meno odorosi s’aggiungono copiosi
i bianchi racemi del lauroceraso.
E’ verde oggi il bosco e candidi sono i suoi fiori
in quell’aria fresca si dipana piacevolmente
la matassa dei pensieri
ed è agli occhi miei il rimaner incantato

domenica 4 maggio 2014

Presente andante

Pietra miliare dorme riversa
ai bordi del selciato,
un tappeto sonoro di grilli
accompagna i passi in la per il querceto
Nessun silenzio ma tanta quiete vive nel bosco
solo le foglie mormorano alla brezza.

Nel fresco una pietra  offre riposo al viandante
l’anima medita nell'ascolto dei lontani uccelli
l’ape curiosa gira intorno
sotto il profumo delle acacie in fiore
nel tripudio di ronzanti impollinatrici impazzite.

Un soffione viaggia alle calde correnti del meriggio
e lentamente plana leggero.
Come altro potrei definire le farfalle
se non leggiadre e variopinte creature.

Lontane campane rammentano lo scorrere del tempo
sempre breve quando piacevole,
signore e tiranno ineludibile

del presente andante.

lunedì 24 marzo 2014

quasi primavera















Nel parco la primavera t’accoglie
si notano narcisi, pruni vestiti di bianco e campi tinteggiati di verde.
Solitaria, la selvaggia Maonia di giallo illumina gli spogli cespugli.

E le pervinche,
le loro sfumature viola sui tappeti di foglie incantano.
No, non vi è dubbio alcuno, le bellezze escono prorompenti
con luminose magnificienze per l’occhio cercante
cullato e nutrito dall’aria carica di canti e profumi.

Oggi tutto viene turbato, sferzato dal vento
che urla tempesta fra i rami sopraffatti nelle sue danze
la pineta racconta la collera tra il cielo e la pianura
della deturpante e vile mano dell’uomo

La pioggia pesante taglia l’aria al visitatore
lui piuttosto che vento vuole essere foglia
e camminare solitario tra Dio e il tempo
nutrito di speranze che la primavera porterà in sé