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giovedì 1 maggio 2014

Ti amo

Ti amo!
Perché cos’altro posso fare
non posso respirare,
non posso sognare,
non posso gioire,
se non sento il calore della tua voce

Ti amo!
Perché non voglio fare altro
non voglio uscire,
non voglio mangiare,
non voglio sorridere,
se non incrocio il tuo sguardo la sera e la mattina

Ti amo!
Perché non riesco a fare altro,
non riesco ad ascoltare la musica del vento,
non riesco ad emozionarmi guardando le nuvole,
non riesco ad accarezzare l’acqua del mare
se non sento il tuo profumo.

Ti amo!
Perché non posso vivere
senza svegliarmi al tuo fianco
con i raggi del sole tra i tuoi capelli
pallidi al cospetto del tuo sorriso.

Ti amo!
Perché voglio ancora te
adesso come allora

mercoledì 16 aprile 2014

Intervalli variabili

Il cielo terso all’orizzonte lascia indivinare l’infinito
luogo dove nascono le nuvole
mutevoli con le carezze del vento,
si  modellano con nuovi contorni,
ignare delle loro forme,
incuranti della loro bellezza
giocano nell’incontro delle correnti
cumuli di effimeri spazi,
bianche, grigie, rosee, arancioni  a volte salmone
a volte portano pioggia
altre si lasciano attraversate dai fulmini al suono del temporale
oggi raccontano del blu del cielo nel silenzio del vento
viandanti  leggere, culle dei nostri pensieri

sotto tutto questo cielo scorre
ad intervalli variabili la nostra vita

lunedì 14 aprile 2014

Nuvole e pensieri

Il cielo azzurro,
quasi limpido
uno, due candidi e solitari 
ciuffi si avvicinano,
passano
vanno oltre
non hanno tempo
non possono aspettare.
Non ritrovi la calma
in quell’istante
ma insegui le voci 
trasportate dal vento

domenica 13 aprile 2014

Cartoline

Scivolano i miei pensieri sulle placide acque,
nel riflesso di luce dorata,
chiudo gli occhi.

Cartoline che il velo del tempo ha ingiallito
e reso eterne,
con nuova voglia di scoprirle.

Ho tanti sogni da vivere
tanti desideri da sognare
tanta vita da baciare
di giorno, di notte, ogni attimo,
tra una virgola e un punto
godo le mie pene.

Nel silenzio ascolto
il metronomo del tuo respiro,
la pioggia tamburella sui vetri
le melodie del tempo.
  
La mia mano attraversa i tuoi capelli
le nostre labbra si toccano bagnate
la tua buonanotte come una morbida carezza,
scorre sulla pelle
un sospiro spento con un battito di ciglia

martedì 8 aprile 2014

Finti alberi


Finti alberi sostengono il cielo
e i sogni di un viaggio,
riflessi nell'azzurro arricciato
formano una strada per andare lontano.

Arrivi o partenze,
nessuno può interpretare
d'un singolo sguardo,
mancando le umane figure
che decorano l'inganno.
La foschia  ridisegna l'orizzonte
la luce diffonde
il suo bianco alone 
accarezzando il mare.
Una veste di tulle
distesa sul blu
lasciata dalle sirene
mentre cambiano l'abito.
Nel suono del battito d'ali
e canti d’instancabili gabbiani.
Emozioni nate da immagini
di una bellezza semplice,
placida di una vita non ancora vissuta

mercoledì 2 aprile 2014

Il coraggio di Lea

A Lea Garofalo
oggi l’albero della giustizia trae nutrimento
dalle tue ceneri per far germogliare
ancora il tuo coraggio.
Tu hai visto, hai sentito ed hai parlato

Della tua forza noi ammiriamo il coraggio
Il coraggio di un amore che cercava una via d’uscita
Quell’amore divenuto criminale
nel suo essere brutale e malavitoso,
no, non poteva più essere famiglia.

Dovevi fermarlo prima che la sua ombra calasse
il tetro mantello sul tuo germoglio,
preservando per lei quel sole che ha brillato
soltanto un istante nella tua vita.

Quell’amore che non era amore
Sebbene desiderato e fortemente voluto,
ha avuto il coraggio di ingannare
distruggendo la tua felicità.

Quell’uomo d’onore che non è più neanche uomo
dopo aver baciato il tuo corpo
ha avuto il coraggio efferato e cruento di ucciderti.
La crudeltà di bruciarti
di abbandonare i tuoi resti al freddo,
di vivere negando, senza scrupoli
di mentire alla figlia da assassino della madre.

Quei mostri criminali non sanno
d’essere stati il mezzo
del tuo sacrificio per liberare
il futuro alla tua giovane figlia

Lea del tuo coraggio ammiriamo la forza
giovane donna macchiata d’infamia,
ignara compagna di ndrangheta,
testimone di giustizia e madre protettrice.

Nel tuo urlo tra le violenze
solo la morte ti ha salvata
sentiamo la speranza della tua libertà eterna.
Tu hai visto, hai sentito ed hai parlato, con coraggio!

giovedì 27 marzo 2014

Miiiiii... compare

Sorpresa mi colse quando lessi le tue parole,
ritrovarsi non mi fu abbastanza
a divinare il breve tempo concesso.

Cercarti fu come inseguire l’indimenticabile,
quello che alberga silente nella memoria,
affiorato non per caso,
apparenti coincidenze
per un saluto quello inaspettato,
l'addio, sulla fine del tuo volo
arrivata troppo presto.

Adesso chissà dove sei amico mio.
Quello che ritrovo dentro me
sono ricordevoli moti di simpatia
quel qualcosa che mi hai lasciato,
insieme all’ironia e all’ottimismo
disegnato sul tuo viso.

Disperso nel ricordo
vago in mezzo allo stretto per quelle vie
profumate dal mare
dove camminavamo con passi inutili
leggendo il futuro nel volo dei gabbiani

Ancora due passi nella tua città
mi donavi disponibilità
oltre quello spazio pieno d’amicizia,
ormai vuoto e non più colmabile.

A volte, il tuo spirito ritorna
a sussurrarmi l’eco del ricordo
depositato dentro me

mercoledì 26 marzo 2014

il pesco di rosa vestito
















Solo pochi giorni fa era primavera
oggi è un’attesa che ritorni
intanto gli alberelli
indossano i vestiti della festa
aspettando il ritorno della tiepida stagione
nell’attesa tuffiamo gli occhi nei loro colori
e inspiriamo le avvolgenti fragranze
mentre i cinguettii riempiono il silenzio

lunedì 24 marzo 2014

quasi primavera















Nel parco la primavera t’accoglie
si notano narcisi, pruni vestiti di bianco e campi tinteggiati di verde.
Solitaria, la selvaggia Maonia di giallo illumina gli spogli cespugli.

E le pervinche,
le loro sfumature viola sui tappeti di foglie incantano.
No, non vi è dubbio alcuno, le bellezze escono prorompenti
con luminose magnificienze per l’occhio cercante
cullato e nutrito dall’aria carica di canti e profumi.

Oggi tutto viene turbato, sferzato dal vento
che urla tempesta fra i rami sopraffatti nelle sue danze
la pineta racconta la collera tra il cielo e la pianura
della deturpante e vile mano dell’uomo

La pioggia pesante taglia l’aria al visitatore
lui piuttosto che vento vuole essere foglia
e camminare solitario tra Dio e il tempo
nutrito di speranze che la primavera porterà in sé