E la poesia
disse al cielo, al vento e ai fiori
esisto
nella luce, nei colori e in
un
istante per inseguire il tempo
disse al
mare, alle onde e ai gabbiani
esisto negli atomi che volano
dall’alba
al tramonto fino all’aurora
senza
mai incontrare confini
disse alla
montagna, al deserto e alla polvere
esisto nel rumore e nel silenzio
che
riempie il vuoto dell’umanità
disse alle
città, alle campagne e alle strade
esisto nella follia che nutre la fame
dell’esistenza
nell’eco delle verità
disse ai
sogni e alle stelle
esisto nel passato e nel futuro,
ed è la miopia del presente
che
non sa riconoscermi
Parlò al
cuore della gente e disse
esisto affinché il tempo abbia memoria
La poesia
parlò infine ai poeti e disse
esisto più nelle periferie,
e nei campi ove si sparge il letame;
piuttosto
che negli oggetti,
nel
ciarpame mediatico
o
sui marmi lucidi, dove giace arido
il
culto del tracotante alloro